ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.2 - associazione arma aeronautica sezione di torino

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ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.2

STORIA > STORIA > LA GRANDE GUERRA

ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A.

"Militare a Disposizione" e Caposquadra per la Società Italiana di Aviazione sui campi della Grande Guerra"
 

Testo  Daniele Bressanelli
Immagini Archivio Biemmi (via D.Favaro)





 
ERCOLE BIEMMI (DX) ED UN COLLEGA , ALLE SPALLE UN S.I.A. SP2
 

Il giorno 2 agosto 1917 Ercole Biemmi è ordinato di servizio dal Centro Formazione Squadriglie di Ghedi di recarsi presso il campo di Aviano per raggiungere l’XI Gruppo ; il Gruppo comandato dal 14 luglio dal Magg. Domenico Mondelli passerà il 25 del medesimo mese al Magg. Armando Armani ed era costituito dalla 2 a,3 a,4 a,6 a e 15 a Squadriglia Caproni, da questo gruppo vennero gli "Eroi di Cattaro".
L’attività di Biemmi in questo agosto 1917  risulta svolgersi tra Aviano e Campoformido dove verosimilmente aveva base e da dove il 18 agosto verrà inviato a Pordenone dal Centro di Formazione Squadriglie di Campoformido.
Il mese di settembre 1917 non è documentato nell’archivio,ma da  ottobre dello stesso anno è a Pordenone da cui verrà inviato a Ghedi il giorno 20, il giorno 24 ottobre a firma del "1° Gruppo Speciale"si dichiara che Ercole Biemmi dovrà rientrare alla SIA a Mirafiori "per cambio documenti e aggiornamento tecnico" per recarsi successivamente alla 22a Squadriglia a Istrana.
Qui,a Fossalunga (Istrana), giunse il 21 novembre 1918 ; la Squadriglia dalla fine di novembre cominciò a ricevere i SIA 7b (1). Cosa invece importante ed interessante è che Biemmi venne proposto di Medaglia di Bronzo al Valore Militare per avere partecipato alla Battaglia Aerea di Istrana del 26 dicembre 1917. In un successivo scritto , firmato dal Ten.Col. (P) Ticcio (2) comandante il campo di  Fossalunga datato 2 gennaio 1918 si sostiene che il Biemmi sarebbe arrivato a Fossalunga  il giorno 21 novembre e avrebbe partecipato insieme al pilota il Sergente Lepore Alfio alla Battaglia di Istrana del 26 dicembre , probabilmente combattendo con la mitragliatrice brandeggiabile sita nella posizione posteriore al pilota dell’osservatore mitragliere, con la 22 a Sq.,anche se non si conoscono attività della medesima nella citata battaglia.


(1) tali velivoli cominceranno a giungere dalla fine di novembre.
(2) la firma in calce al documento non è chiaramente identificabile , non abbiamo individuato notizie su un Ten.Col.Ticcio, non vi sarebbero legami con il Maggiore Piccio della 91a Sq. , successivamente primo Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica, mentre all'epoca il Comandante interimale della 70a Squadriglia Caccia era il Tenente Rino Corso Fougier , padre dell'acrobazia aerea italiana e Capo di Stato Maggiore della R.A. durante l'ultimo conflitto mondiale.


La Battaglia Aerea di Istrana 26 dicembre 1917

In quel periodo a Istrana Fossalunga si trovavano le Squadriglie da Caccia 70a,76a,78a e 81a e come confermato dai documenti Biemmi , la 22a e la 36a , ma fattore scatenante la battaglia,ritenuta una delle più cruente se non la più cruenta del conflitto fu la presenza degli alleati Inglesi. Si trovavano infatti sul campo di Istrana il 34th ed il 42th Squadron,arrivò poi anche il 45th,ma a scatenare l’ira austriaca furono tre  piloti appartenenti agli squadrons di stanza a Grossa di Gazzo: il 28 th ed il 66 th.Il giorno di Natale tre Sopwith Camel pilotati da William "Billy"Barker ,Harold "Steve" Hudson e da un altro pilota del 28th decollarono non autorizzati per andare ad attaccare il campo austriaco di Motta di Livenza, mitragliando il campo e gli Hangar dove si stava festeggiando la Natività , la tregua natalizia seppur non dichiarata era rispettata da tutti i contendenti , per cui questo attacco proditorio oltre a causare morti e feriti suonò come un tradimento ad un codice non scritto ma osservato da tutti i contendenti. In più i tre inglesi probabilmente per evitare le conseguenze del loro gesto non atterrarono alla loro base,ma proprio a Istrana dove fecero riparare i loro velivoli crivellati dalla reazione austriaca, probabilmente fu proprio questo atterraggio che attirò il giorno successivo la ritorsione austriaca sopra il campo di Istrana,esso infatti fu oggetto di pesante bombardamento. I bombardieri attaccanti non furono però efficacemente protetti dalla loro caccia , cosa che costò loro, nonostante la sorpresa, molte vittime in quanto  la reazione della caccia italiana seppur inizialmente confusa fu immediata scatenando una paurosa kermesse aerea.

La sostituzione degli SP 3 con i SIA 7B 1 cominciò a creare problemi:infatti alla 36a,che insieme alla 22a dove si trovava Biemmiiniziarono a ricevere i nuovi velivoli,durante un trasferimento da Mirafiori il 23 novembre, un cedimento strutturale del velivolo costò la vita del Caporale Vadagnotto.
Il 2 gennaio 1918 come già detto sopra Biemmi dovrà raggiungere il campo di Ponte San Pietro,la 24a Squadriglia viene dotata anch’essa dal novembre ’17 del SIA 7B 1 , la squadriglia è destinata al V Gruppo,tra i SIA 7B 1 in dotazione il 6020 ed il 8336. La situazione dei velivoli SIA sta cominciando a denunciare tutta la sua gravità : il velivolo è tragicamente fragile: il 7 giugno moriranno per la rottura delle ali nel cielo sopra Visnadello il Brig. Egisto Gabelli ed il Ten. Urbano Fauci ,pochi giorni dopo il 23 di giugno il SIA 7B 1 8420 sempre della 24a e sempre per rottura delle ali moriranno il pilota l’Asp.Gastone Tedeschi ed un importante ufficiale il Cap. Ottorino  Mutti comandante la 118a e comandante interinale del XII Gruppo. Dopo di ciò i velivoli verranno messi a terra.


S.I.A. 7 b1
S.I.A. S7b 2

SIA 7 B

Il SIA 7 b poi SIA 7 b 1, propulso dal motore FIAT A12 da 250 cv , fu il primo biplano costruito dalla SIA con mitragliatrice brandeggiabile nel posto dell'osservatore e fissa in caccia per il pilota posta sull'ala superiore al di fuori del disco dell'elica. il velivolo , moderno nella sua concezione e architettura , suscitò subito un vivo interesse negli ambienti militari , visto come ingrado di surclassare i precedenti e antiquati modelli da osservazione e bombardamento leggero. Le prestazioni dichiarate e infine verificate non fecero che suffragare questo entusiasmo , nei test raggiunse i 4000 m in 15 minuti , cosa che indusse i vertici militari a disporne immediatamente la produzione in grande serie.
Ma le presatzioni richieste in combattimento aereo , sia pure per un velivolo non da caccia , misero in luce tutti limiti del velivolo il quale seppur molto maneggevole denunciò drammaticamente la sua fragilità : si verificarono talmente tanti incidenti mortali da indurre la DTAM a mettere a terra i velivoli e terminare la produzione dopo 500 esemplari.
Il Generale A.A. Felice Porro storico e combattente nella Grande Guerra , nel suo testo "La Guerra nell’Aria " Milano 1935 ,scriveva :
"...la necessità del combattimento e della manovra per raggiungere un altro apparecchio o per sfuggire alla caccia e per cambiare quota rapidamente al fine di sottrarsi alla zona battuta dal tiro contraereo o di eseguire mitragliamenti contro il suolo sottopongono la struttura dell’apparecchio a sforzi e sollecitazioni ben maggiori di quelli che si verificano durante il regime di volo normale. Le ali dello SIA 7B1 intolleranti di tale lavoro si distaccavano dalla fusoliera che , priva di ogni sostegno,precipitava a terra.
Dopo questi primi incidenti , gli equipaggi attaccati da cacciatori austriaci,rinunziavano alla manovra dell’apparecchio per il combattimento con l’avversario,e si affidavano unicamente alle armi di bordo,preferendo correre l’alea di una probabile raffica nemica,che la certezza della morte per la perdita delle ali"
. Bisogna d’altronde ricordare che allora non esistevano ancora i paracadute".(o quantomeno non di tipo efficace e affidabile ndr).

 

Tornando però ad Ercole Biemmi fu assegnato alla base di Ponte san Pietro presso la 24a almeno sino al 30 gennaio 1918. Il 7 febbraio fu inviato a Mestre Marcon  per non specificati servizi , presso il Comando del V Gruppo. Qui  a Mestre presso il comando del gruppo riceve una lettera da parte della SIA nella quale si dichiara di avere inviato una cassa di montanti,non è chiaro se vadano a sostituire quelli installati sui velivoli e deboli o si tratti di semplici componenti da installare come prima dotazione su velivoli smontati,ma il tono della lettera ,specialmente alla fine dove la SIA chiede di specificare e dichiarare su quali aerei andranno montati fa supporre una sostituzione , forse un risanamento visto che già il 23 novembre si ebbe una vittima alla 22a.il 26 febbraio sarà inviato da Mestre a Padova-Montegrotto,il foglio di viaggio porta il timbro della 38a Squadriglia Aeroplani,un’altra compagine decimata dal velivolo 7B 1 ; dal novembre ’17,la base è Ca’Tessera dispone di tre SP 3  e due  SIA 7B 1 . Nel marzo 1918 la squadriglia ha quattro SIA 7B 1 8298,8205,8384 e 8296 ed anche in questo caso tra la 38 a e l’unità collega la 28 a tra marzo e maggio , quando l’unità iniziò a ricevere i velivoli rinforzati SIA 7B 2,  quattro furono le vittime della fragilità del velivolo,purtroppo anche dopo il risanamento le cose non migliorarono.Questa dunque era la situazione nella quale operavano le squadriglie dotate del 7B 1 e nelle quali interveniva E. Biemmi per i risanamenti , nei fatti prima che il velivolo fosse radiato ne furono costruiti circa 500 esemplari.
Il 1 marzo 1918 Biemmi,da Mestre viene inviato a Nove di Bassano dal comando della 38a Sq.,il 9 di marzo da Marcon a Nove e ritorno , questa volta il timbro è della 28a Sq. Che come abbiamo visto è la squadriglia "gemella" della 38a , quindi afflitta dai medesimi problemi.Il 18 marzo ,con timbro della 32a Sq. , da San Pietro in Gù viene inviato a Mestre Somma Lombarda per "trasferimento di squadriglia". La 32 a sino al 24 febbraio era di stanza a Nove di Bassano riequipaggiandosi con gli S.P.3 ,ma il 13 marzo ritorna sul campo di San Pietro in Gù . In aprile la squadriglia si riequipaggia di SIA 7B , ma già il 30 marzo aveva in dotazione il ricognitore della SIA in quanto il Cap.Baccioni sfascerà il 6063,seguiti poi il 17 aprile,il 17 maggio (8368) il 19 giugno e il 18 luglio. La Squadriglia perderà il 10 maggio anche il 8234 del Serg.Bertolotto , è doveroso dire che in questi casi non è certa l’implicazione in questi incidenti la debolezza strutturale del velivolo,ma lo sarà il 22 giugno con la morte dei Tenenti Angelo Carusi Albamonte,pilota e Francesco Fedele osservatore,con la perdita del 5998.
Sempre alla data 18 marzo Biemmi viene autorizzato  a recarsi a Vicenza con un camion,mentre il 19 marzo,sempre timbrato dalla 32 a dovrà recarsi in automobile da Nove di Bassano a Ca’Tessera e ritorno per servizio ,ma il foglio di viaggio è timbrato dalla stazione di Padova.
Dalla data del 21 marzo Biemmi sarà presso il Campo Scuola Cascina Malpensa al Battaglione Scuola Aviatori da dove intraprenderà dei viaggi per recarsi in SIA a Torino per prelevamento materiali , datato al giorno 26 marzo un permesso di recarsi al campo con camion. Il giorno 29 marzo la SIA comunica a Biemmi che ha inviato il materiale richiesto al Campo di Cascina Malpensa. Il giorno 8 aprile viaggio da Gallarate a Torino in SIA.
In data 9 aprile dalla SIA fu inviato a Biemmi un preciso elenco di modifiche da apportare ai velivoli 7B 1 , nelle quali tra le altre cose troviamo rinforzi dell’attacco motore , tiranteria a ponticelli di rinforzo :evidentemente si trattò dei risanamenti per cercare di tamponare una situazione che aveva già dimostrato dalla fine del 1917 , periodo di entrata in servizio dell’apparecchio, ai primi mesi del 1918 tutta la sua drammaticità.
Durante la  permanenza di Biemmi al 1° Raggruppamento Scuole Aviatori di Cascina Malpensa , la DTAM valutò le modifiche proposte dalla SIA e con telegramma datato 16 aprile 1918 diede il benestare alla realizzazione dei risanamenti proposti. Con data del 19 aprile , forse per dare il via definitivo a tali modifiche , la SIA invia a Biemmi un elenco di modifiche estremamente più dettagliato del precedente del 9 con annesse tavole e che porta l’annotazione del protocollo della D.T.A.M. : N°6034 del 18/1/1918.



 
 
 
 
 
 
 

Le attività di risanamento evidentemente iniziano a Cascina Malpensa ,prova ne sia l’invio di una squadra di operai Fiat con camion ,guidati probabilmente da un caposquadra Vittorio Martignoni con un permesso valido sino al 6 maggio , mentre il giorno 26 aprile Biemmi riceve del materiale per le modifiche sugli apparecchi. Si susseguono viaggi tra Gallarate a Torino , il 2 maggio mentre il 7 maggio la SIA chiede conto dello stato di avanzamento dei risanamenti dei velivoli 7B1 e sulla previsione di termine ,evidentemente il 6 maggio era il termine ipotizzato vista la scadenza sui permessi.

 
 
 
 
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