ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.3 - associazione arma aeronautica sezione di torino

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ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.3

STORIA > STORIA > LA GRANDE GUERRA

ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A.

"Militare a Disposizione" e Caposquadra per la Società Italiana di Aviazione sui campi della Grande Guerra"
 

Testo  Daniele Bressanelli
Immagini Archivio Biemmi (via D.Favaro)





 
ERCOLE BIEMMI (DX) ED UN COLLEGA , ALLE SPALLE UN S.I.A. SP2
 

Nel frattempo che proseguono  sul campo di Cascina Malpensa i lavori , probabilmente in ritardo sulla tabella , non è chiaro il numero di velivoli in dotazione alla Scuola , dalla SIA il signor Bastianelli , probabilmente tecnico della ditta , già recatosi presso Malpensa per supervisionare i lavori verso la fine del mese di aprile , chiede a Biemmi di sincerarsi se , in vista dei risanamenti da fare sui 18 velivoli SIA 7B1 in dotazione all’ United States Air Service sul campo di Foggia , è presente il materiale necessario , in quanto le distanze sono notevoli e la logistica porrebbe un grave problema di ritardi e come leggeremo più tardi , gli incidenti ben conosciuti presso le squadriglie italiane non hanno risparmiato gli alleati americani guidati da Fiorello La Guardia , infatti almeno due sono stati gli incidenti gravi che hanno coinvolto i SIA americani , portando anche qui il comandante del campo a sospendere i voli con questo apparecchio e a La Guardia far concentrare i cadetti americani al volo con i Caproni.
Il 12 maggio la SIA avverte Biemmi che sarebbe arrivato a verificare i lavori tale Demeglio, evidentemente la delicatezza delle modifiche ,che data la gravità degli incidenti e l’urgenza del risanamento dei velivoli americani spinge la ditta a verificare il buon e spedito andamento dei lavori. Infatti il giorno 17 maggio ,Biemmi e gli altri operai rientrano al campo di Mirafiori , curiosamente il permesso parla di rientro alla ditta FIAT e non SIA.
Una lettera datata 27 maggio 1918 viene indirizzata al Biemmi , alla cui ubicazione purtroppo non è possibile risalire ,con ulteriori indicazioni per le modifiche da apportare ai velivoli ,nella lettera in oggetto si fa nuovamente cenno Bastianelli ;dal tono della lettera si potrebbe intuire che egli fosse o un collega montatore di Biemmi ,anche lui in giro per l’Italia a risanare velivoli o forse più probabilmente un ispettore della qualità diremmo oggi , inviato a verificare lo stato dei velivoli prima dell’intervento della squadra di risanamento tecnico , ovverossia il Biemmi !
Il 1 giugno 1918 troviamo con sicurezza il Biemmi a Foggia , in servizio di modifica dei 18 velivoli SIA 7B 1 acquistati dall’ United States Air Service e in servizio di addestramento ai giovani cadetti giunti dagli Stati Uniti dell’8th Aviation Instruction Service e destinati alle linee di bombardamento leggero e osservazione sui SIA 7B 1  o sul bombardamento pesante sulla linea Caproni , essi come leggeremo successivamente dagli estratti dalla rivista americana "Aviation History" compiranno l’intero sillabus addestrativo sulla base foggiana , al comando di Fiorello LaGuardia , italoamericano già congressista e successivamente uno di più famosi sindaci di New York , città che gli intitolò il suo aeroporto :
"...A Parigi i cadetti intrapresero un viaggio di quattro giorni sino a Foggia, dove infine avrebbero avuto il loro addestramento al volo sotto comando americano, con istruttori italiani e americani. Dalla stazione , marciarono per due miglia al Campo Scuola Aviazione, a sud di Foggia, scrive Lewis . Ci incontrammo e fummo assegnati ai nostri quartieri in baraccamenti permanenti. Avevamo il lusso di letti morbidi, lenzuola e coperte di lana. Le camerate avevano pavimenti piastrellati. C’erano bagni con doccia e tipiche latrine dove si sta in piedi… .il campo era disposto con uno schema con edifici partenti dal cancello principale ed il campo volo dietro. Qui ci sono circa 150 studenti americani qui ora. Parlano tutti bene degli ufficiali italiani. Il Magg. William Ryan è il nostro ufficiale comandante".
"...L’unità di Lewis andò verso un addestramento avanzato. A febbraio arrivò il primo S.I.A. 7B1 ,uno dei 18 acquistati per addestramento dal governo americano.  Paragonato allo sgraziato Farman ,il SIA ,velivolo da ricognizione e bombardamento leggero era un passo avanti. Dotato di motore da 300 cv,biposto era armato con due mitragliatrici Revelli ,una montata su affusto nel posto dell’osservatore l’altra fissa al centro dell’ala superiore in posizione di caccia. Con una velocità di 193 kmh , il SIA volava in combattimento con 13 squadriglie del Battaglione Aviatori . il suo apparire a Foggia fece sensazione tra i cadetti, ai quali venne data la possibilità di volare sul SIA 7B1 o sui bombardieri pesanti Caproni. Il Caproni pareva un goffo elefante. 22 metri di apertura alare, quattro posti,disponeva di tre motori,tripla deriva al termine della sua doppia trave e sei ruote nel carrello di atteraggio . molti dei cadetti ,comprensibilmente decisero di optare per il SIA. Per molti di essi fu una decisione fatale".
Questi brani sono gli estratti dell’epistolario che il giovane Tenente George M.D. Lewis indirizzò alla fidanzata in America e sono integralmente consultabili nel libro : "Dear Bert: An American Pilot Flying in World War I Italy
".
Ma la situazione effettivamente si rivelò in tutta la sua gravità , continua Lewis:
"...Nel frattempo il SIA stava conquistandosi una cattiva reputazione. L’ala superiore di numerosi velivoli si spezzava in volo, portando alla morte numerosi equipaggi  italiani,in un epoca in cui il paracadute non era usato. A Foggia , il capo pilota SIA Al Weatherhead era sopravvissuto malamente ad una caduta di quasi 1000 m dopo uno stallo. Il 24 marzo il sottotenente dei Marines Jordan e l’istruttore italiano Freddi scivolarono d’ala entrando in una picchiata dalla quale non riuscirono a riprendere il controllo del velivolo. Freddi subì tagli e contusioni mentre Jordan ebbe braccio e gamba spezzati. Due giorni dopo si dovette amputare la gamba di Jordan , ma purtroppo il giorno successivo morì. Si sparse la voce che il comandante del distaccamento americano del campo , il Maggiore Ryan , avesse vietato i voli sul SIA. Da parte sua LaGuardia sospese l’addestramento sul velivolo SIA per concentrare le attività di addestramento sui Caproni".



 
 
 
Da sinistra : D'anna Salvatore,Dionigi Frigerio,Bacchetta Stefano,Alboatti Eugenio e Biemmi Ercole
 

Il 2 giugno Biemmi ricevette a Foggia una cassa con il materiale necessario per la modifica dei 18 apparecchi quindi a quanto pare nonostante i due citati incidenti i due velivoli sono ancora a ruolo;o i danni furono ritenuti riparabili o forse più probabilmente vennero annoverati nell’elenco anche se nella realtà non esistevano più. Alla data di venerdì 14 giugno, quindi 12 giorni dalla ricezione della cassa,Biemmi e i suoi tre colleghi Eugenio Alboati , Salvatore D’anna e Dionigi Frigerio portarono a termine la loro attività sotto la responsabilità militare del Ten.Waterman.Sabato 7 giugno,forse Bastianelli,indirizza una lettera a Biemmi indicandogli che nel loro tragitto di ritorno si sarebbero dovuti fermare a Centocelle per smontaggio e rimontaggio motore. Infatti il giorno 15 giugno fu spedita da Torino,indirizzata  all’Hotel Piemonte a Roma,una missiva dalla SIA nella quale ancora una volta si chiede di elencare su quali velivoli siano state effettuate le modifiche di risanamento,è probabile che si intendessero i velivoli americani, ma a giudicare dal successivo documento solo il 17 giugno la squadra lasciò Foggia con destinazione Napoli,partiti il 19 giugno e infine  Roma , il giorno 21 Biemmi ricevette un telegramma da parte della SIA nel quale si avvertiva lo stesso Biemmi che una volta terminata l’attività a Centocelle sarebbe dovuto partire per Rubiera, Biemmi infatti partirà da Roma il 25 giugno,tra il 26 ed il 30 giugno sarà a Rubiera presso il locale Deposito Velivoli. (Modena) da dove ritornerà in sede a Torino.
Da Torino il 2 luglio dovrà recarsi a Ponte San Pietro,per modifica agli apparecchi,mentre all’11 luglio sarà comandato di servizio presso la 5a Squadriglia SVA,in qualità di Capo Motorista dal Centro Formazione Squadriglie di Ghedi, di quale gruppo di volo si tratti,in quanto esisteva la 5a Sezione SVA ma a Fossalunga (Istrana),mentre il 31 luglio riceve un telegramma di servizio dalla SIA a proposito di materiali inviati; sull’intestazione del telegramma si parrebbe interpretare come "24a Squadriglia Aviatori " che all’epoca ,teoricamente sciolta dal 12 luglio.
Con foglio d’ordine del 16 agosto ,timbrato dalla IX Sq.Ca 3 , Biemmi riceve l’ordine di recarsi alla 1° Gruppo Speciale "I". La IX Squadriglia di stanza ad Arquà Petrarca sino al 15 settembre passa effettivamente alle dipendenze del Gruppo Speciale I che si occupa di operazioni speciali , oltre le linee nemiche: lanci di viveri , piccioni viaggiatori,infiltrazione di agenti ecc., i velivoli da Marcon andavano a Ca’Tessera da dove partivano per la vera operazione. I velivoli in dotazione erano Caproni e Voisin. Il 26 agosto sempre in ambito 5a , è di nuovo trasferito al 1°Gruppo Speciale I.  qui pare necessario porre un paio di considerazioni ,una di carattere formale : il numerale romano normalmente indicava i Gruppi e non le Squadriglie , infatti non risulterebbero squadriglie così denominate nondimeno ci furono all’epoca "Sezioni SVA" che si appoggiavano a Squadriglie,eppure i documenti a disposizione evidenziano timbri recanti la scritta "Va Sq.SVA" non è quindi chiaro se la citata Va Sq. SVA sia in effetti la 5a Sezione SVA , operante anche lei da Marcon come la IXa prima citata,si potrebbe supporre che anch’essa operasse in appoggio alle attività speciali del 1°Gruppo Speciale I,come testimoniano peraltro  gli ordini di servizio di Biemmi. Qui volendo fare della dietrologia potremmo anche chiederci come mai un montatore esperto della SIA , dall’inizio del suo servizio sempre impegnato sui velivoli della ditta , in questo periodo fosse a disposizione di tale gruppo speciale, ma in mancanza di dati non ci spingeremo oltre nelle congetture.



 
 

IL S.I.A. 7 b 2 FU UNA VERSIONE NON SOLO IRROBUSTITA NEI PUNTI CHE TANTI INCIDENTI AVEVANO PROVOCATO CON IL 7 b 1 , MA FU DOTATO DEL PIU' POTENTE FIAT A 10 BIS CON 300 CV ED AVEVA UNA FUSOLIERA RIDISEGNATA CON MIGLIORE VISIBILITA' PER IL PILOTA. L'ARMAMENTO NON DIFFERIVA SE NON PER L'INSTALLAZIONE DELLA SECONDA MITRAGLIATRICE IN CACCIA POSTA ALL'INTERNO DEL DISCO DELL'ELICA. DEL VELIVOLO NE FURONO ORDINATI UN MIGLIAIO DI ESEMPLARI , MA EFFETTIVAMENTE CONSEGNATI RISULTANO 71 , A PARTIRE DAI PRIMI MESI DEL 1918.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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