ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.4 - associazione arma aeronautica sezione di torino

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ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A. CAP.4

STORIA > STORIA > LA GRANDE GUERRA

ERCOLE BIEMMI E LA S.I.A.

"Militare a Disposizione" e Caposquadra per la Società Italiana di Aviazione sui campi della Grande Guerra"
 

Testo  Daniele Bressanelli
Immagini Archivio Biemmi (via D.Favaro)





 
ERCOLE BIEMMI (DX) ED UN COLLEGA , ALLE SPALLE UN S.I.A. SP2
 

Restando sul piano documentale il 12 settembre è comandato dal 1°Gruppo Speciale "I" alla 1° Squadriglia Navale 9B. La Squadriglia formatasi in seno alla 1 a Squadriglia Navale S.A. (Siluranti Aeree) comandata dal Magg.Gabriele D’Annunzio con sede a San Nicolò del Lido l’11 marzo 1918 , è guidata dal Tenente Luigi Franzini e ha in carico cinque velivoli SIA 9b , che arriveranno a 20 alla fine di ottobre 1918 dei quali pochissimi in efficienza per i motivi che espone lo stesso D’Annunzio il 28 ottobre al Colonnello La Polla comandante delle masse da bombardamento:



 
S.I.A. 9 B DI FRONTE ALL'HANGAR S.I.A. A MIRAFIORI
 
 

IL SIA 9b PROPULSO DAL POTENTISSIMO PER L'EPOCA FIAT A14 DA 700 CV, TALE PROPULSORE FU PER MOLTO TEMPO IL PROPULSORE AEREO PIU' POTENTE E NON DIMENTICHIAMO CHE IL FIAT A74,MOTORE STANDARD DEI VELIVOLI ITALIANI NEL 1940 AVEVA SOLO 140 CV IN PIU', RIPRENDEVA LE SOLUZIONI TECNICHE DEL SIA 7b MA CON LA CELLULA OVVIAMENTE IRROBUSTITA PER ASSORBIRE LA POTENZA DI UN PROPULSORE COSI'ESUBERANTE.IL CARICO BELLICO ERA CONTENUTO ALL'INTERNO DI DUE GROSSI VANI CIRCOLARI. IL VIA AI TEST AVVENNE TRA LA FINE DEL 1917 E I PRIMI DEL 1918 , TERMINANDO CON UNA MISSIONE DI BOMBARDAMENTO SUI CENTRI MILITARI DI BOLZANO E MERANO IL 27 FEBBRAIO CON IL TENENTE FRANCESCO BRACK PAPA E DAL CAPITANO FELICE PORRO. IL VELIVOLO SI DISTINSE COMUNQUE IN IMPORTANTI MISSIONI DI BOMBARDAMENTO CON LA "SQUADRA DI SAN MARCO"COMANDATA DAL MAGGIORE GABRIELE D'ANNUNZIO NONOSTANTE FOSSE ANCH'ESSO AFFLITTO DAI SOLITI PROBLEMI DI ROBUSTEZZA ED AL RAFFREDDAMENTO MOTORE. RISULTANO PRODOTTI 62 ESEMPLARI.

 
 
S.I.A. 9 B DELLA I SQUADRIGLIA NAVALE 9b
 
 
DA SIN.CAP.BORGHINI,CAP.IGNAZIO THAON DI RAVEL,CAP.CERUTTI,A TERRA CAP.BASSI E A DESTRA IL COMANDANTE, MAGGIORE GABRIELE D'ANNUNZIO
 

Scrive D’Annunzio :" Ti ripeto ( al Col. La Polla) che l’unico rimedio , per ora,sta nella rapida costruzione e collocazione di questi serbatoi fino a che non sia costruito pel SIA 9B un nuovo radiatore più ampio,dotato di sportelli a comando che permettano al pilota di regolare il raffreddamento del motore secondo le vicende della temperatura atmosferica e secondo le variazioni della quota : un radiatore sul tipo di quello che vidi in Francia sul Breguet.
Queste osservazioni che ti espongo in fretta mi giustificano ampiamente se, pur con quella volontà che mi conosci cosa tantissima,non riesco sempre a ottenere l’esattezza nelle partenze stabilite. Faccio lavorare i meccanici in tutte le ore,e li incoraggio con premi; ma,per esempio,se riceverò l’ordine di partire nelle prime ore di domattina,non potrò avere pronti se non due o tre SIA 9B (sui 20 disponibili ndr)ne avrò almeno sei per mezzogiorno. E’ necessario che il comando Superiore solleciti la casa per questi serbatoi ...
...in ogni modo , io mi sono già rivolto alla casa. E oggi ho avuto la ventura d’una visita del Ten. Brack Papa a cui ho spiegato tutto e da cui ho avuto le più ferme promesse.
Queste annotazioni fanno seguito ad una serie di dubbi e perplessità che in seno alla DTAM persistevano , probabilmente e aggiungerei doverosamente , dopo le tristi esperienze con il modello SIA 7B.
D’Annunzio nella sua qualità di comandante della 1a Squadriglia Aeronavale poi "Squadra di San Marco" e già afflitto da mesi di lotte tecnico-burocratiche per le Siluranti Aeree , La Squadriglia era nata infatti con "ragione sociale" l’aerosiluramento con i nuovi Caproni Ca5 o 600 hp come venivano chiamati , armati di speciali tenaglie lancia siluri.

 
TRATTO DA G.CAPRONI "GLI AEROPLANI CAPRONI" 1937
 
 
 

Le insufficienti qualità dei motori FIAT 6 cilindri non consentivano tale attività per cui il"Vate" pronò presso Gianni Caproni l’applicazione del motore Isotta Fraschini 8 cilindri ma, la messa a punto fu un processo lungo e mai compiuto. Motivo per cui il poeta-guerriero cercò quanto meno di avere per il suo gruppo questi ,diremmo oggi caccia-bombardieri al costo di scontrarsi con la burocrazia. Il 15 maggio D’Annunzio chiede i SIA 9B nonostante la temuta debolezza , ma sostiene,essi verranno rinforzati e infatti l’8 giugno i primi 8 velivoli sono pronti a Torino e tre piloti i Ten. Garroni, Negrini e Barberis sono a Mirafiori per il passaggio.

Il 9 luglio scrive al Cap.di Fregata Valli (suo comandante), del progetto di raid su Pola con i SIA 9b, l’ing.Torretta capo dell’ufficio tecnico della SIA anche per il bombardiere pesante SIA 14 B, parte per Torino con lettere per Agnelli e Fornaca ,egli spera  di avere 6/8 piloti per tale incursione ,Torretta ritornerà per curare i velivoli. Il 15 luglio  scrive a La Polla sulla preparazione dei SIA 9B , a cui pare fosse stato dato uno stop ai voli di addestramento. Non avendo ancora sufficienti abilitati ai velivoli chiede il Ten. Brack Papa, il Ten. Torelli e due sottufficiali. Pronti per Pola 5 velivoli/equipaggi , spera di poter effettuare il raid per il 17 luglio. Il 15 luglio due velivoli sono arrivati con Brack Papa e Barberis , nel pomeriggio di martedì 16 saranno pronti , gli altri due tra due o tre giorni ,scrive Fornaca  non appena Thaon di Ravel e un altro pilota saranno abilitati. Il 30 luglio D’Annunzio scrive a Valli sulla necessità di mettere a dura prova uomini e mezzi per testare i limiti del velivolo e chiudere il discorso sulla sua affidabilità.
Ad ogni modo il raid su Pola con 4 velivoli , dei quali quello che vedeva D’annunzio come osservatore ebbe luogo ed il pilota era il Ten.Brack Papa collaudatore SIA e giunto appositamente da Torino per partecipare al raid, si farà sia pure con due dei quattro velivoli con i motori non perfettamente funzionanti.

 
 

Queste le parole di D’Annunzio " ...Ebbi ieri appunto raccomandazioni vivissime di non adoperare i  pochi velivoli presenti se non con cautela , dopo eseguite le modificazioni tecniche al radiatore e alla fusoliera.La stessa casa costruttrice mi aveva dichiarato di non poter assumere alcuna responsabilità,se non fossero stati compiuti i lavori della squadra". Questa era ancora  la situazione con i SIA 9b al 30 luglio 1918.
Infatti ancora il 24 agosto scriverà al Gen.Valli che il Cap.Taramelli ed il Tenente Barberis sono a Torino per verificare la situazione delle modifiche richieste sui SIA 9B , altrimenti dice , rinunzierà all’impiego dei velivoli, essi sia pur utilizzabili avevano un tasso di efficienza bassissimo . il velivolo fu costruito in 62 esemplari di cui 20 come abbiamo detto erano  in carico all’unità di D’Annunzio , sul finire della guerra l’Ing.Celestino Rosatelli iniziò a rivedere il velivolo ma la fine delle ostilità fermò il progetto.
Ritornando a Biemmi come detto Biemmi al 12 settembre assegnato alla 1° Squadriglia Navale 9B , mentre il 5 ottobre riceve dalla SIA ordine di recarsi in zona di guerra ma, non è precisato il luogo. Sempre con il timbro del 1° Gruppo Speciale "I" riceverà , firmata dal comandante del gruppo Capitano Casagrande ,una ulteriore  proposta di onorificenza , questa volta una Croce di Guerra al Valore Militare per la missione compiuta il 26 ottobre 1917 con il Sergente Gussani della 1° Squadriglia Navale. Non è storicamente accertabile a quale episodio si faccia riferimento in quanto risultano missioni il 25 ed il 28 ottobre ed il 28 risulta inviato dalla IX a
Ca3  alla 1a Squadriglia  .


 
 
 
 
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