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Odo Finessi

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ODO FINESSI

 

Specialista a bordo di velivolo silurante, partecipa alla luminosa vittoria dell'ala d'Italia nei giorni 14 - 15 giugno 1942 in Mediterraneo , concorrendo attraverso la violentissima reazione contraerea e dei caccia avversari all'affondamento e danneggiamento di numero se unità nemiche.
Cielo del Mediterraneo Occidentale
14-15 giugno 1942


Riportiamo un estratto del “Giornale di Sicilia” del 15 giugno 1992 che a cinquant’anni dalla battaglia dedicò un articolo ai fatti della battaglia di mezzo giugno, intervistando proprio lo scomparso amico Odo Finessi dandoci quindi l’opportunità di sentire dalle sue parole cosa significasse “dal di dentro” quello che ci ha consegnato un po’ freddamente la storia:

Quando gli S 79  si levano in volo mancano sette minuti a mezzogiorno. Un’ora dopo incrociano la cortina di fumo che fa impaurire Odo Finessi, torinese, ventunenne. La Kentucky, petroliera inglese è ferita e geme con una colonna di fumo nero accanto a lei barcolla il piroscafo Bardwan. Il pilota si stacca, si abbassa di quota e grida:” Sgancia Odo, sgancia, maledizione!”  Odo Finessi tira la leva e il siluro segue la sua strada mentre l’S79 si impenna cercando il cielo azzurro. Due minuti dopo affonderanno due tonnellate di carne in scatola, latte in polvere, garza, disinfettante e ancora dodici casse di biscotti cotti a Liverpool. Odo è terrorizzato. Il pilota segue una traiettoria ellittica e sfugge ai traccianti dell’incrociatore contraereo Cairo mentre gli Spitfire della Raf volteggiano saettanti.
Odo non sente più lo stomaco, pensa alla sorella, non suda, non vede nulla. Ma alle 15,24 atterrano sani e salvi a Decimomannu. “Fu drammatico, pauroso, non so come il pilota riuscì a tirarci fuori. Veda non posso spiegarle esattamente cosa significa essere stato dentro il volume di fuoco della battaglia di Pantelleria. Io sa, sono venuto solo a stringere la mano ad un pilota inglese …”


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